Ogni brand ha una storia dietro la sua nascita. Ma ci sono progetti che non si limitano a un semplice “abbiamo deciso di provarci”: nascono invece da episodi assurdi, divertenti, coincidenze improbabili e momenti che diventano decisivi. Ecco, il nostro brand appartiene a questa categoria, e oggi vogliamo raccontarti alcune curiosità su Esotika che hanno dato il via al progetto in maniera alquanto insolita.
Dietro i nostri liquori artigianali prodotti con frutta tropicale, ci sono due aneddoti divertenti che amiamo raccontare perché ci fanno sempre sorridere e pensare “ma com’è stato possibile?“
Questo articolo racconta proprio queste curiosità su Esotika che vogliamo raccontarti perché, senza di loro, Esotika probabilmente non sarebbe esistita.
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ToggleDue amiche, zero piani: solo un pomeriggio qualsiasi e una lunga attesa
Quando diciamo che il progetto è nato per caso, non stiamo cercando la solita frase d’effetto: Esotika è nato davvero per caso!
La verità è che quel pomeriggio in macchina non aveva nulla di speciale. Nessuna visione, nessuna riunione strategica, niente che facesse presagire un cambio di rotta.
Kristina e Alessia, amiche da anni, erano ferme in auto ad aspettare il compagno di Alessia. Una routine ormai familiare: lui che si preparava con la calma di chi ignora completamente il concetto di puntualità, e loro due a chiacchierare per ingannare l’attesa.
È proprio in quel contesto così normale che appare la domanda decisiva.
“Ma perché non facciamo qualcosa insieme noi due?”
Non era la prima volta che si lamentavano del lavoro.
Non era la prima volta che fantasticavano su progetti futuri.
Ma quella domanda, lanciata lì con una leggerezza nuova, suonava diversa.
Kristina, consulente di marketing dedita allo sviluppo delle idee altrui, sentiva ormai da tempo il bisogno di costruire qualcosa di proprio. Alessia, sempre con le mani nella terra, tra fermentazioni e sperimentazioni casalinghe, e consulenze tecniche nel mondo della birra artigianale, provava la stessa stanchezza: quella di lavorare solo sui progetti altrui.
Quella domanda le aveva colpite perché ha dato forma a un pensiero condiviso da entrambe.
Quel giorno non decisero ancora nulla. Ma la consapevolezza e la positività con cui entrambe hanno accolto la domanda, sono state il primo vero passo avanti.
Quel giorno decisero solo di provarci. Intanto era finalmente arrivato il compagno di Alessia, con immenso ritardo, ignaro che quel ritardo sarebbe diventato qualcosa di proficuo.
Nei giorni successivi arriva il brainstorming più spontaneo della storia
Nessun meeting, nessuna lavagna, nessun business plan, nessuna tabella Excel.
Solo due amiche che iniziano a farsi delle domande:
- Che cosa potremmo creare?
- Cosa manca?
- Cosa ci rappresenta?
- E soprattutto: Che cosa ci divertirebbe davvero per non cadere nell’oblio di un semplice lavoro?
Infatti sanno già cosa NON vogliono: un progetto banale, replicato, uguale a mille altri.
L’idea deve raccontare chi sono, deve avere radici in Calabria, ma con una forma nuova.
Ancora non lo sapevano, ma la loro risposta stava per entrare nella loro vita nel modo più semplice possibile: dalla porta di casa.
Il secondo aneddoto: la signora con la frutta tropicale e un tempismo perfetto
Torna a casa il compagno di Alessia (sì, sempre lui: forse Esotika dovrebbe davvero fargli un regalo), con una borsa piena di frutti.
«Alessia, questa è per te. Vedi tu cosa farci. Me l’ha data una paziente in studio perché non sa come sfruttarla. Dice che di solito la dà ai maiali, giusto per non buttarla.»
Questo è sicuramente l’aneddoto che fa più ridere per quanto sia stato assurdo e provvidenziale.
Dentro quella borsa c’era frutta tropicale, cresciuta quasi per caso nel giardino della signora: guava e feijoa, per la precisione.
La donna racconta che li coltiva per caso su due alberi comprati anni prima senza sapere bene cosa fossero. I frutti maturano, ma lei non li conosce e non sa come usarli. Tra l’altro, gli alberi ne producono davvero tanti, da non sapere come impiegarli. Quindi, nella sua logica semplicissima, da anni diventano cibo per i maiali e doni per i dottori che la seguono.
Alessia osserva quei frutti con l’occhio curioso di chi ama sperimentare. E in quel momento succede la “magia”, quella che sarà la cosa più importante dell’intera storia di Esotika: riconosce un potenziale che gli altri non vedono.
È un lampo. Un’intuizione che sente dal profondo e che non riesce a ignorare.
L’inizio degli esperimenti (e delle prime sorprese)
Alessia comincia subito a sperimentare. È il suo mondo. Taglia, assaggia, analizza i profumi. E poi fa quello che per lei è naturale: mette i frutti in alcol per capire come si trasformano.
Non c’è intenzione di produrre un liquore. Non ancora. Alessia vuole solo vedere che cosa succede. Semplice curiosità.
Eppure, quell’esperimento casalingo diventa un piccolo miracolo.
I profumi che nessuna delle due si aspettava
La macerazione rivela aromi freschi, puliti, esotici, nuovi. Nulla a che vedere con i liquori tradizionali. È qualcosa di assolutamente nuovo e diverso.
Avevano davanti qualcosa che non si era mai visto in Calabria, nemmeno per sbaglio.
Alessia fa assaggiare a Kristina quella che era solo una prova. E a quel punto il puzzle inizia a prendere forma.
Kristina sente subito il potenziale del prodotto. Non lo guarda solo come un liquore; lo vede come un concept, un’identità, un’idea che può diventare un brand.
Comincia a fare ricerche, confronti, analisi di mercato. Capisce che il loro territorio custodisce davvero un “tesoro tropicale” poco conosciuto.
Capisce che non è una coincidenza: è un’opportunità.
È qui che il progetto inizia a prendere forma in maniera più delineata…
Un’intuizione artigianale. Un’idea strategica. Due personalità che si incastrano. E la frutta tropicale che in Calabria non si aspetta nessuno, protagonista centrale del progetto.
Così nasce Esotika:
- Una persona che impiega troppo tempo a prepararsi
- Frutti pieni di risorse, ma usati come cibo per maiali
- Prove casalinghe un po’ casuali, concepite senza una vera e propria idea di base
- Tanta voglia di mettersi in gioco, provare, realizzare un prodotto vero e costruirci un brand
Il lato più bello della nostra storia? Che non era previsto!
Possiamo dire che Esotika è spontaneità, radici, visione e concretezza, ma nasce in modo del tutto casuale e si struttura solo in un secondo momento, quando ci siamo rese conto che poteva essere qualcosa di più, che era possibile fare un passo successivo e portarla ad un livello differente.
E sì, oggi possiamo dirlo: il risultato è stato davvero positivo!
Quando ripensiamo agli inizi, non possiamo fare a meno di sorridere.
Perché oggi Esotika non è più una serie di coincidenze fortunate:
è un brand, un progetto, un viaggio in continua evoluzione.
Tutto questo grazie a due aneddoti che sembravano non avere alcuna importanza. E invece, come spesso accade, sono proprio i dettagli più piccoli a cambiare tutto.



